
Sanità: innovazioni tecnologiche per la sicurezza degli operatori
Milano – La Regione Lombardia ha messo in campo una serie di iniziative mirate a migliorare la sicurezza degli operatori sanitari, che ogni giorno affrontano rischi in contesti critici come pronto soccorso e strutture ospedaliere. Il progetto, che sfrutta la tecnologia come alleata, ha già dato vita a sperimentazioni e soluzioni operative concrete, come l’uso di smartwatch, pulsanti di emergenza e bodycam. Questi dispositivi sono finalizzati a contrastare e prevenire le aggressioni, sempre più frequenti nei luoghi di cura.
Smartwatch e pulsanti anti-violenza: sicurezza immediata
Tra le prime azioni avviate, quella che ha riscosso maggiore attenzione riguarda l’uso degli smartwatch anti-aggressione. La sperimentazione, partita il 2 gennaio 2025 nell’ASST di Pavia, ha coinvolto il personale del pronto soccorso dell’ospedale Civile di Vigevano. Questi dispositivi, dotati di pulsante SOS e GPS, consentono agli operatori di contattare direttamente la centrale operativa attiva 24 ore su 24, con un sistema che avvisa immediatamente le forze dell’ordine in caso di emergenza.
L’iniziativa ha visto una rapida estensione ad altre strutture, tra cui l’ASST Papa Giovanni XXIII, coinvolgendo infermieri di famiglia, operatori di cure domiciliari e medici di continuità assistenziale. Oltre a questa sperimentazione, sono stati attivati dei pulsanti anti-violenza nei pronto soccorso, già distribuiti in 22 ospedali delle province di Milano, Lecco e Monza Brianza. Grazie a questi dispositivi, sono stati registrati 424 episodi di allerta, con l’intervento di 182 poliziotti e 242 carabinieri.
Bodycam: un’innovazione per la protezione sul campo
Un altro importante strumento per la protezione degli operatori sanitari è rappresentato dalle bodycam. Circa 400 di queste telecamere sono state distribuite agli operatori dei mezzi di soccorso sanitario, con l’intento di garantire maggiore sicurezza durante le operazioni di emergenza. La distribuzione è iniziata con i mezzi avanzati dell’AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e verrà estesa nei prossimi mesi. Le bodycam sono utilizzate su base volontaria e solo in caso di aggressione, nel pieno rispetto della privacy degli operatori.
Durante un incontro a Palazzo Lombardia, l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia, Romano La Russa, ha sottolineato le difficoltà burocratiche iniziali nell’adozione di questa tecnologia, dovute alle normative sulla privacy. Ha anche esprimito il suo disappunto nei confronti di alcuni sindacati, che si sono mostrati contrari all’uso delle bodycam per timore che queste potessero invadere la vita privata dei soccorritori. Nonostante ciò, La Russa ha rimarcato come l’introduzione di questi strumenti sia stata finalmente realizzata, a beneficio della sicurezza di chi lavora in prima linea.
Videosorveglianza: rafforzamento della sicurezza nelle strutture sanitarie
Un altro aspetto fondamentale del piano di sicurezza riguarda il potenziamento della videosorveglianza negli ospedali. Oltre 3 milioni di euro sono stati investiti per dotare le strutture sanitarie lombarde di videocamere di sorveglianza, con un’attenzione particolare ai principali ospedali delle province. L’assessore La Russa ha precisato che questo processo è solo all’inizio, e che l’obiettivo è estendere il sistema di videosorveglianza a tutte le strutture ospedaliere regionali.
Questa misura si inserisce nel più ampio piano di contrasto alla violenza contro gli operatori sanitari, un fenomeno che sta assumendo proporzioni preoccupanti, come emerso dal recente incontro a Palazzo Lombardia in occasione della Giornata contro le violenze sugli operatori sanitari. Durante questo incontro, è stato fatto il punto sulle azioni messe in atto, con particolare riferimento alle tecnologie utilizzate e ai dati relativi alle segnalazioni di aggressioni.
Piano di prevenzione e gestione della violenza
Il documento di indirizzo approvato dalla Giunta Regionale nel dicembre 2024 è il frutto di un lavoro di analisi e pianificazione volto a prevenire e gestire la violenza contro gli operatori sanitari. Il piano prevede una serie di azioni strutturali, tecnologiche e organizzative, con un focus particolare sulla formazione del personale e sulla gestione del rischio. Tra le misure previste, vi sono anche indicazioni sulla classificazione degli episodi di violenza, sul monitoraggio degli eventi e sull’introduzione di politiche preventive in tutti i contesti sanitari.
In particolare, il piano evidenzia l’importanza della collaborazione tra istituzioni, per garantire un’efficace gestione della sicurezza e delle emergenze. Il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e l’implementazione di tecnologie innovative sono solo alcune delle risposte messe in atto per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni, ma la Regione è consapevole che questo è solo il primo passo di un lungo percorso.
In sintesi, le iniziative avviate in Lombardia rappresentano un modello per la sicurezza degli operatori sanitari, un tema sempre più urgente, che richiede soluzioni concrete e tempestive. La tecnologia, in questo contesto, si conferma un valido alleato nella lotta contro la violenza e nell’assicurare condizioni di lavoro più sicure per chi opera in prima linea nella cura delle persone.
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